Contenuto dell’articolo
- 1 Chi era James Garfield (e perché non ne sappiamo niente)
- 2 Matthew Macfadyen: il villain che vi entrerà negli incubi
- 3 Benioff e Weiss tornano (e questa volta funziona)
- 4 Quattro episodi perfetti (tutta sostanza)
- 5 Un cast stellare (e tutti perfetti)
- 6 Perché è così attuale (e inquietante)
- 7 Le considerazioni di tveserie.it
Ci sono serie che arrivano in sordina e poi esplodono. Death by Lightning è esattamente questo: sono bastati solo quattro episodi per tramutare questo thriller storico in una delle produzioni più avvincenti e apprezzate dell’anno. 5,7 milioni di spettatori nei primi tre giorni solo negli Stati Uniti, primo posto nelle classifiche Netflix per un’intera settimana, e un successo di critica travolgente: 91% su Rotten Tomatoes, 88% dalla critica e 92% dal pubblico, 7,8 su IMDb.
E no, non è la solita serie storica polverosa piena di parrucche e dialoghi imbalsamati. È un thriller politico teso, moderno, inquietantemente attuale. È storia americana che sembra scritta ieri.
Chi era James Garfield (e perché non ne sappiamo niente)
“Chi diavolo è Charles Guiteau?” Questa è la domanda che apre la serie, nel 1969, quando un barattolo con un cervello dentro rotola per terra in un museo dell’esercito. Onestamente? La stessa domanda potremmo farla su James Garfield, il ventesimo presidente degli Stati Uniti, assassinato dopo soli quattro mesi alla Casa Bianca.
Creata da Mike Makowsky e basata sul libro Destiny of the Republic di Candice Millard, la serie ripercorre l’ascesa e la breve presidenza di James A. Garfield. Un uomo che non voleva il potere, che arrivò alla candidatura quasi per acclamazione spontanea dopo un discorso improvvisato. Un leader progressista, anticorruzione, che voleva dare voce agli ex schiavi e agli immigrati in un’epoca dominata da politicanti corrotti.
Michael Shannon interpreta Garfield, e ragazzi, che performance. Shannon lo ritrae come un uomo modesto ma determinato, un politico che non gioca secondo le regole del potere ma secondo quelle della coscienza. Shannon aveva 49 anni quando ha iniziato le riprese, la stessa età di Garfield al momento dell’assassinio. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di autenticità.
Matthew Macfadyen: il villain che vi entrerà negli incubi
Ma il vero protagonista della serie? Matthew Macfadyen nei panni di Charles J. Guiteau, l’ammiratore psicologicamente instabile destinato a cambiare per sempre il corso della vita di Garfield. E ragazzi, parliamoci chiaro: Macfadyen è *terrificante*.
Macfadyen offre una masterclass nella disperazione viscida, interpretando un uomo che si convince di aver avuto un ruolo cruciale nell’elezione di Garfield e pretende un incarico nell’amministrazione come “ricompensa”. Guiteau riesce a ottenere diversi incontri con membri dello staff e persino una breve sessione faccia a faccia con Garfield, ma non viene mai preso sul serio, sempre visto come un truffatore da cacciare via il prima possibile.
Macfadyen è stato chiaramente scelto per il suo ruolo dell’untuoso arrampicatore Tom Wambsgans in *Succession*, ma qui porta la sua maestria nell’interpretare i perdenti a un livello completamente nuovo. Guiteau non è semplicemente cattivo: è patetico, disturbante, quasi tragico. Un uomo mentalmente instabile in un’epoca che non sapeva cosa farsene dei malati di mente.

Benioff e Weiss tornano (e questa volta funziona)
Tra i produttori esecutivi ci sono David Benioff e D.B. Weiss, i creatori di Game of Thrones. Dopo le polemiche sul finale di GoT, i due tornano con un progetto più piccolo ma incredibilmente efficace.
Le riprese sono iniziate a Budapest il 1° luglio 2024 e si sono concluse in ottobre dello stesso anno. La colonna sonora è firmata da Ramin Djawadi (sì, quello di Game of Thrones e Westworld), che costruisce un tappeto sonoro che amplifica la tensione senza mai sovrastarla.
Quattro episodi perfetti (tutta sostanza)
Una delle scelte più coraggiose? La durata: solo quattro episodi da un’ora. In un’epoca di serie da 10+ episodi piene di filler e subplot inutili, Death by Lightning va dritto al punto. Uno spettatore su Rotten Tomatoes ha scritto: “In questi giorni in cui ci sono serie streaming infinite, questa serie è stata concisa e ben fatta”.
Lo scrittore Mike Makowsky mantiene le cose intelligenti e succinte, e la vostra attenzione non scemerà mai. Quello che poteva essere una polverosa nota storica diventa un dramma serrato infuso di umorismo.
La serie non perde tempo: parte subito, costruisce tensione costante, e arriva al climax con una precisione chirurgica. Il regista Matt Ross e il direttore della fotografia Adriano Goldman forniscono immagini sorprendenti che danno alla serie un’autenticità maestosa ma vissuta, mantenendo una timeline lineare rinfrescante.
Un cast stellare (e tutti perfetti)
Oltre a Shannon e Macfadyen, la serie schiera un ensemble da standing ovation:
– Nick Offerman nei panni del Vice Presidente Chester Alan Arthur è cartoonesco e prepotente quando serve, e sensibile quando necessario — ed è perfetto in ogni scena
– Betty Gilpin interpreta Lucretia “Crete” Garfield, la moglie del presidente, in un ruolo che esplode in una marcia completamente nuova a un certo punto, alterando il corso della storia
– Bradley Whitford nei panni dell’astuto veterano repubblicano James G. Blaine
– Shea Whigham come il vile e corrotto senatore Roscoe Conkling
– Vondie Curtis-Hall interpreta Frederick Douglass
Perché è così attuale (e inquietante)
Qui sta il vero colpo di genio della serie. Death by Lightning è pieno di intrighi politici e tradimenti inaspettati, concentrandosi su un rappresentante eletto il cui desiderio è fare il bene, non importa quanti ostacoli ci siano.
Anche se la storia è accaduta quasi 150 anni fa, colpisce nel segno. Mostra come chiunque tenti di cambiare il sistema politico in meglio affronti una seria resistenza da parte di coloro che vogliono mantenere le cose come sono.
Death by Lightning è piena di arroganza riconoscibile — politica, sociale, medica — e contiene anche correnti riconoscibili sia di ottimismo che di disperazione. Guardandola nel 2025, è impossibile non fare paragoni con la politica contemporanea.

Le considerazioni di tveserie.it
Death by Lightning è quella rara serie che riesce a essere tutto: thriller politico, dramma storico, studio dei personaggi, commento sociale. È compatta, intelligente, superbamente recitata e terribilmente rilevante.
In un’epoca in cui Netflix sforna serie da 10 episodi piene di vuoto, questa miniserie da quattro ore è un promemoria di quanto possa essere potente la narrazione quando non c’è grasso da tagliare. Come dichiara l’articolo originale: “una volta iniziata, sarà davvero impossibile non vederla tutta d’un fiato”.
Non è solo una lezione di storia: è uno specchio inquietante del presente. E vi lascerà con una domanda che risuonerà a lungo: cosa sarebbe successo se Garfield avesse avuto il tempo di realizzare la sua visione?
Consigliato per gli amanti della storia americana, i fan di thriller politici, chi ha adorato The West Wing e Succession, e chiunque voglia vedere due delle migliori performance dell’anno (Shannon e Macfadyen meritano premi).

Napoletana d’origine e torinese d’adozione, sono cresciuta tra un film di Hitchcock e una pizza da Sorbillo. Sono sempre alla ricerca di una nuova caffetteria o un nuovo sushi e adoro conoscere nuove persone e visitare posti nuovi, vicini e lontani.
