Contenuto dell’articolo
Dopo aver incassato oltre 1,17 miliardi di dollari al botteghino con i due film diretti da Andy Muschietti, l’universo di **It** si espande su HBO Max (e da noi su Sky Atlantic) con una serie prequel che ha già fatto tremare le fondamenta del piccolo schermo. 5,7 milioni di spettatori nei primi tre giorni solo negli Stati Uniti, piazzandosi tra i top 3 debutti nella storia di HBO Max insieme a House of the Dragon e The Last of Us. Non male per un clown assassino degli anni ’60.
Uscita il 26 ottobre su HBO Max (27 ottobre su Sky Atlantic), con otto episodi settimanali fino al 14 dicembre, **It: Welcome to Derry** non è il solito prequel pieno di fanservice e ammiccamenti. È una serie brutale, disturbante, “appropriatamente disgustosa” (parole dei creatori) che vi farà saltare sulla poltrona anche se pensavate di aver già visto tutto nel genere horror.
1962: quando il male si risveglia
Ambientata nel 1962, 27 anni prima degli eventi dei film, la serie racconta le origini di Pennywise attingendo direttamente dai cosiddetti “Interludi” del romanzo di Stephen King: quei capitoli che descrivono la storia di Derry e le catastrofi cicliche che avvengono ogni volta che IT si risveglia.
Seguiamo Leroy (Jovan Adepo) e Charlotte Hanlon (Taylour Paige), che si trasferiscono nella “normale” cittadina di Derry dopo il servizio militare di Leroy. Spoiler: Derry è tutto tranne che normale. Bambini che scompaiono, creature inquietanti che si nascondono nelle fogne, e un’atmosfera di terrore sotterraneo che ti entra nelle ossa.
Bill Skarsgård: il ritorno del Re (clown)
Sì, Bill Skarsgård torna nei panni di Pennywise, e ragazzi, la sua performance è ancora più terrorizzante. L’idea della serie è nata proprio da una conversazione tra Skarsgård e Andy Muschietti sul set di It: Capitolo 2, quando hanno cominciato a fantasticare su Bob Gray (l’alias umano di Pennywise) e sulla sua storia delle origini.
Il cast è completato da nomi di peso: Taylour Paige (Hit the Floor), Jovan Adepo (3 Body Problem), Chris Chalk (Gotham), James Remar (Dexter: Resurrection), Stephen Rider (Daredevil), Madeleine Stowe (Revenge) e Rudy Mancuso. Un ensemble che funziona alla perfezione, rendendo credibili personaggi che si muovono in un incubo sempre più opprimente.
I Muschietti non risparmiano nessuno (soprattutto il pubblico)
Andy Muschietti ha dichiarato di non essersi trattenuto nel caricare ogni episodio con il massimo possibile di sangue, budella e gore. E si vede. Anzi, si *sente*. Taylour Paige ha raccontato che Barbara Muschietti l’ha avvertita di non guardare la serie perché aveva appena partorito sei mesi prima: “Mi ha detto: ‘Tesoro, hai appena avuto un bambino'”.
La serie non è per deboli di stomaco. HBO non ha mai fatto pressioni per ammorbidire i toni, e il risultato è un horror televisivo che si spinge dove poche serie osano andare. Come dice Muschietti: “Penso che il pubblico ami essere sorpreso, stimolato in modi che non lo era prima”.

Cosa dice la critica (e perché non sono tutti d’accordo)
La serie ha ricevuto recensioni generalmente positive: 84% su Rotten Tomatoes basato su 104 recensioni. Il consenso? “Mentre la trama sparsa saltuariamente esaurisce la paura dalla sua premessa agghiacciante, IT: Welcome to Derry approfondisce in modo convincente il mito di Pennywise attraverso un’arguta cronaca di gruppo, un’atmosfera spaventosa e interpretazioni precise”.
Metacritic è più cauto, assegnando 61/100, segnalando una certa frammentazione narrativa. Non tutti sono convinti: Brian Tallerico di RogerEbert.com l’ha stroncata, mentre Aramide Tinubu di Variety le ha dato il voto massimo, definendola “una trama magistralmente intrecciata e terrificante”.
Il vero punto di forza? La serie non racconta solo l’origine di Pennywise, ma punta una lente sulla società per mostrare quanto possiamo essere veramente orribili come esseri umani. It non è mai stato solo un mostro: è uno specchio.
Vale la pena guardarla?
Assolutamente sì, se reggete l’horror estremo. **It: Welcome to Derry** è una serie che non fa sconti, che non cerca di ingraziarsi il pubblico generalista. È fatta per i fan dell’horror vero, quello che disturba, che rimane appiccicato addosso per giorni.
I Muschietti stanno già pensando alle stagioni successive, il che significa che questo è solo l’inizio di un’esplorazione più ampia dell’universo di Derry. Se i film avevano raccontato la storia del Club dei Perdenti negli anni ’80 e da adulti, la serie ci porta indietro nel tempo, ciclo dopo ciclo, risveglio dopo risveglio del male.
Come hanno dichiarato Andy e Barbara Muschietti quando la serie è stata ordinata: “Da adolescenti, ci alternavamo a leggere i capitoli di It di Stephen King finché il grosso tascabile non cadeva a pezzi. It è una storia epica che contiene moltitudini, ben oltre ciò che potevamo esplorare nei nostri film”.

Cosa ne pensiamo noi di tveserie.it?
It: Welcome to Derry non è una serie perfetta. Il ritmo a volte rallenta, alcuni personaggi meriterebbero più spazio, e l’episodio finale potrebbe deludere chi si aspetta risposte definitive (ma siamo nell’universo di Stephen King, le risposte definitive non esistono).
Ma è una serie che sa terrorizzare, che costruisce un’atmosfera opprimente episodio dopo episodio, e che finalmente tratta l’horror con il rispetto – e la brutalità – che merita. Se i film erano un blockbuster horror, questa è horror d’autore travestito da serie mainstream.
Consigliato per fan di Stephen King, amanti dell’horror senza compromessi, chi ha adorato i film e vuole espandere l’universo, e chiunque pensi che il piccolo schermo debba osare di più.
Disponibile dal 27 ottobre su Sky e NOW.

Napoletana d’origine e torinese d’adozione, sono cresciuta tra un film di Hitchcock e una pizza da Sorbillo. Sono sempre alla ricerca di una nuova caffetteria o un nuovo sushi e adoro conoscere nuove persone e visitare posti nuovi, vicini e lontani.
