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Prima di diventare Black Panther, prima di vincere premi per Ma Rainey’s Black Bottom, Chadwick Boseman ha interpretato Jacob King in Message from the King, un thriller noir dimenticato che merita assolutamente di essere recuperato. E sapete perchรฉ? Perchรฉ qui Boseman dimostra una profonditร attoriale che va oltre i cinecomic e i biopic: รจ crudo, silenzioso, devastante.
Uscito nel 2017 dopo la presentazione al Toronto International Film Festival 2016, il film รจ scivolato sotto i radar della maggior parte degli spettatori. Un peccato, perchรฉ stiamo parlando di un revenge thriller teso come una corda di violino, diretto dal belga Fabrice Du Welz (maestro dell’horror cupo) e prodotto da Stephen Cornwell, figlio del leggendario John le Carrรฉ.
Los Angeles come labirinto infernale
Jacob King arriva a Los Angeles dal Sudafrica con una missione semplice: trovare la sorella scomparsa. Quello che inizia come una ricerca disperata si trasforma rapidamente in una discesa negli inferi della cittร degli angeli, dove ogni porta nasconde corruzione, droga, sfruttamento e menzogne.
La Los Angeles di Du Welz non รจ quella patinata di Hollywood. ร sporca, desaturata, filmata con luci fredde che trasformano la cittร in una prigione claustrofobica. Qui i sorrisi nascondono inganni, i produttori cinematografici sono predatori, e i medici sono complici di traffici criminali. Jacob si muove in questo territorio ostile come un fantasma, silenzioso ma letale.
La vendetta come atto d’amore
Quello che rende Message from the King diverso dai soliti thriller action รจ la sua anima malinconica. Jacob non รจ John Wick che sfoga la rabbia a suon di proiettili. ร un uomo stanco, spezzato dal dolore, che cerca giustizia non per vendetta cieca, ma per amore. Per restituire dignitร a chi non puรฒ piรน difendersi.
Boseman domina ogni scena con una performance controllata, asciutta, dove piรน che le parole conta lo sguardo. Dietro ogni gesto si percepisce un dolore costante, una stanchezza esistenziale di chi ha visto troppo. Non รจ un supereroe: รจ un uomo che ha perso tutto e si aggrappa all’unica cosa che gli resta, la memoria di sua sorella.
Cast solido in un mondo di ambiguitร
Accanto a Boseman, Teresa Palmer (vista in La scelta e Warm Bodies) interpreta Kelly, una single mom coinvolta suo malgrado nel vortice di violenza. Luke Evans (La ragazza del treno, Fast & Furious) รจ perfetto nel ruolo di uno dei villain, mentre Alfred Molina aggiunge peso al cast nei panni di un avvocato corrotto.
Tutti i personaggi si muovono in una zona grigia morale dove nessuno รจ completamente innocente, e tutti hanno qualcosa da nascondere. ร questo il territorio che Du Welz ama esplorare: l’ambiguitร , il confine sottile tra giustizia e vendetta, tra bene e male.
Violenza improvvisa e tensione costante
Il film costruisce la tensione lentamente, come un elastico tirato al massimo. Poi, quando meno te lo aspetti, esplode in scariche di violenza brutale e catartica. Du Welz non risparmia il pubblico: le scene d’azione sono crude, sporche, dolorose. Niente coreografie patinate: solo rabbia pura che si sfoga contro chi ha distrutto vite innocenti.
La colonna sonora elettronica contribuisce a creare un’atmosfera soffocante, quasi claustrofobica. La fotografia livida trasforma Los Angeles in un incubo urbano dove la speranza sembra un’illusione lontana.

Perchรฉ รจ passato inosservato?
Con un 50% su Rotten Tomatoes, 63% su Google e 6,4/10 su IMDb, Message from the King ha ricevuto recensioni contrastanti. La critica ha apprezzato Boseman (come sempre), ma alcuni hanno trovato la trama troppo familiare, un assemblaggio di elementi giร visti in altri noir urbani.
Il problema principale? ร uscito nel 2017, in un periodo in cui Boseman non era ancora diventato la megastar che conosciamo. Se fosse uscito dopo *Black Panther*, probabilmente avrebbe ricevuto molta piรน attenzione. Invece รจ finito nel limbo dei “film Netflix che nessuno ha visto”.
Vale la pena recuperarlo?
Assolutamente sรฌ. Message from the King non reinventa il genere, ma lo esegue con maestria e onestร emotiva. ร un film che ti lascia addosso una sensazione di inquietudine, che ti fa riflettere sul prezzo della giustizia personale e su quanto possiamo spingerci per chi amiamo.
Soprattutto, รจ l’occasione per vedere Chadwick Boseman in un ruolo diverso da quelli che lo hanno reso iconico. Niente supereroi, niente eroi storici: solo un uomo solo contro un sistema marcio, guidato dall’amore e dalla disperazione.
Come ha scritto qualcuno: non รจ solo un film sulla vendetta, ma sull’amore che sopravvive anche quando tutto il resto รจ perduto. E in un mondo di cinecomic e sequel senza fine, un thriller adulto e maturo come questo รจ sempre il benvenuto.

Le considerazioni di tveserie.it
Message from the King รจ quel tipo di film che Netflix ha in catalogo ma che l’algoritmo non ti proporrร mai. ร troppo crudo per il pubblico mainstream, troppo lento per chi cerca action sfrenato, troppo malinconico per chi vuole intrattenimento leggero.
Ma se amate i noir urbani, se apprezzate Chadwick Boseman oltre i ruoli che lo hanno reso famoso, e se cercate thriller che non abbiano paura di sporcarsi le mani, questo film fa per voi.
Consigliato per i fan di Chadwick Boseman, amanti dei thriller noir, chi apprezza film come Taxi Driver e Man on Fire, e chiunque cerchi su Netflix qualcosa di piรน sostanzioso della solita produzione standardizzata.
Dove vederlo: Disponibile in streaming su Netflix

Napoletana d’origine e torinese d’adozione, sono cresciuta tra un film di Hitchcock e una pizza da Sorbillo. Sono sempre alla ricerca di una nuova caffetteria o un nuovo sushi e adoro conoscere nuove persone e visitare posti nuovi, vicini e lontani.
