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Quando nel 2013 la BBC ha lanciato *The White Queen, il pubblico degli appassionati di period drama si aspettava una nuova The Tudors britannica. Invece, si è trovato davanti qualcosa di diverso: un melodramma storico ambizioso che racconta la sanguinosa Guerra delle Rose (1464-1485) attraverso gli occhi di tre donne determinate a conquistare il potere in un mondo dominato dagli uomini.
Tratta dalla trilogia bestseller di Philippa Gregory (La Regina della Rosa Bianca, La Regina della Rosa Rossa e La Futura Regina), la miniserie BBC si concentra su Elizabeth Woodville (Rebecca Ferguson), vedova di umili origini che seduce re Edoardo IV (Max Irons) e diventa regina d’Inghilterra; Margaret Beaufort (Amanda Hale), madre ossessionata dal destino regale del figlio Henry Tudor; e Anne Neville (Faye Marsay), figlia del potente “Kingmaker” Lord Warwick.
Rebecca Ferguson: la scoperta svedese che ipnotizza
La vera rivelazione della serie è Rebecca Ferguson, attrice svedese allora sconosciuta (prima di Mission Impossible e Dune). Con i suoi lineamenti regali e uno sguardo che passa dalla fragilità alla determinazione spietata, Ferguson è perfetta nel ruolo di Elizabeth. La chimica con Max Irons funziona, specialmente nei primi episodi, quando la loro storia d’amore clandestina ha ancora la freschezza della novità.
Amanda Hale merita una menzione particolare per la sua interpretazione di Margaret Beaufort: come sottolinea Metacritic, interpreta il personaggio “con fervore nevrotico sorprendente”, trasformando quella che potrebbe essere una semplice antagonista in una figura complessa, tormentata dalla fede religiosa e dall’ambizione.

Stregoneria, passione e tradimenti: il mix (im)perfetto
The White Queen gioca su più tavoli: romance, intrighi politici, battaglie sanguinose e persino stregoneria. Sì, avete letto bene. Elizabeth e sua madre Jacquetta (Janet McTeer) praticano la magia, lanciando incantesimi e maledizioni sui nemici. Una scelta narrativa audace che divide: come nota Rotten Tomatoes, “se avesse meno magia, la miniserie avrebbe davvero potuto lanciare un incantesimo”.
Il problema principale? La serie cerca di comprimere trent’anni di storia in dieci episodi, con il risultato che, come osserva il Los Angeles Times, gli anni crollano in minuti e le politiche intricate vengono condensate in personalità bidimensionali. Dopo un inizio promettente, la narrazione diventa pesante, con salti temporali maldestri e un ritmo che perde mordente.
Costumi da favola, storia da dimenticare
Visivamente, The White Queen è un piacere per gli occhi. Budget di 25 milioni di sterline, 250 set, castelli belgi trasformati in residenze inglesi del XV secolo, e costumi sontuosi che hanno reso questa produzione una delle più eleganti della BBC. Il Guardian ha definito l’adattamento di Emma Frost “un potente melodramma ancora più deliziosamente inaffidabile del romanzo di Philippa Gregory”.
Ma qui sta il punto: se cercate rigore storico, avete sbagliato serie. Gli storici hanno fatto a pezzi la ricostruzione, dalle battaglie che si svolgono in location improbabili alla caratterizzazione dei personaggi che sembra uscita da un romanzo rosa più che dagli archivi. Come ha sottolineato Bernadette McNulty del Daily Telegraph, la serie “è caduta tra due sedie: non abbastanza seria per gli studiosi né abbastanza scintillante per i fan di Game of Thrones”.

Vale la pena vederla?
Dipende da cosa cercate. Se volete un documentario sulla Guerra delle Rose, passate oltre. Come nota Rotten Tomatoes, è “come un Masterpiece Classic sotto steroidi, un thriller storico di 10 episodi ricco di intrighi succosi di tipo regale e romantico”. Il cast è ottimo, le location mozzafiato, e la prospettiva femminista sulla storia è un approccio rinfrescante che mette al centro le donne che, dietro le quinte, muovevano i fili del potere.
Non è The Crown, non è Game of Thrones. È qualcosa nel mezzo: romantico, passionale, a volte sopra le righe, ma mai noioso.
The White Queen ha avuto un discreto successo nel Regno Unito (6 milioni di spettatori per il primo episodio, stabilizzandosi poi sui 4-4,5 milioni) e recensioni contrastanti: 7.7/10 su IMDb, mentre la serie è stata nominata per tre Golden Globe, quattro Emmy e un People’s Choice Award.
Nel 2017 è arrivato il sequel The White Princess con Jodie Comer (sì, quella di Killing Eve), seguito da The Spanish Princess nel 2019, creando così un’intera saga dedicata alle regine Tudor.
Il consiglio di Tveserie.it:
Questa serie va vista se amate le storie d’amore tormentate in costume, vi piacciono gli intrighi di corte, e siete disposti a chiudere un occhio (anzi, due) sull’accuratezza storica. Evitate se cercate il realismo di Wolf Hall o l’epicità di Game of Thrones.
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Dove vederla: oggi, 13/11/2025 The White Queen è disponibile su Sky Serie e in streaming su NOW. Per chi vuole approfondire, la BBC ha prodotto anche un documentario di accompagnamento in due parti, The Real White Queen and Her Rivals, presentato dalla stessa Philippa Gregory.

Napoletana d’origine e torinese d’adozione, sono cresciuta tra un film di Hitchcock e una pizza da Sorbillo. Sono sempre alla ricerca di una nuova caffetteria o un nuovo sushi e adoro conoscere nuove persone e visitare posti nuovi, vicini e lontani.
