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Dieci anni dopo il debutto della serie che ha cambiato per sempre la televisione italiana, Gomorra torna. Non con una sesta stagione (la quinta ha chiuso definitivamente il cerchio nel 2021), ma con un prequel che promette di raccontare le origini del mito: Gomorra – Le Origini.
L’annuncio ufficiale è arrivato a giugno 2025, insieme alla data di uscita: gennaio 2026. Le riprese si sono appena concluse a Napoli, e quello che sappiamo finora è sufficiente per far tremare i polsi ai fan della serie originale. Perché questo non è un semplice spin-off commerciale: è un progetto ambizioso che vuole riportare in scena l’universo di Gomorra attraverso un’epoca diversa, una Napoli diversa, una criminalità diversa.
Napoli 1977: quando tutto è cominciato
Il prequel è ambientato nel 1977, nella periferia povera di Secondigliano. Qui incontriamo un Pietro Savastano giovanissimo, interpretato dal sedicenne Luca Lubrano, talento napoletano scoperto per questo ruolo. Pietro è solo un ragazzo di strada, cresciuto come fratello adottivo in una famiglia umile, senza radici familiari certe. Non sa ancora che diventerà Don Pietro, il boss più potente e spietato di Napoli.
Come ha spiegato il produttore Riccardo Tozzi (Cattleya), la criminalità napoletana degli anni ’70 era “pervasiva ma meno spietata” rispetto a quella raccontata nella serie originale. Si trattava più di contrabbando di sigarette che di traffico massiccio di droga. Era un mondo diverso, “una Napoli quasi fantasy, molto bella”, ha dichiarato Tozzi durante la presentazione stampa.
La serie seguirà l’ascesa criminale di Pietro, mostrandoci come un ragazzo con sogni di riscatto e benessere si trasforma nel boss che conosciamo. Vedremo anche la giovane Imma Savastano, sua futura moglie, e molti personaggi della prima stagione della serie originale nelle loro versioni giovani.
Marco D’Amore: da Ciro Di Marzio a regista visionario
La notizia più grossa? Marco D’Amore – l’Immortale, Ciro Di Marzio, l’anima nera di Gomorra – torna dietro la macchina da presa come regista dei primi quattro episodi (gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio). Ma non solo: è anche co-sceneggiatore e supervisore artistico dell’intera operazione.
D’Amore aveva già dimostrato il suo talento registico dirigendo alcuni episodi della quarta e quinta stagione della serie originale, oltre al film L’Immortale (2019). Nel 2023, quando erano iniziate a circolare le prime voci sul prequel, D’Amore aveva chiarito sui social che la sua esperienza con Gomorra era “terminata a novembre 2021”. Eppure, il richiamo era troppo forte.
“Oggi finalmente posso annunciare che sarò alla guida di un nuovo progetto che si occuperà di raccontare le origini di Gomorra”, ha dichiarato in un video esclusivo rilasciato nell’ottobre 2024. “Dove e quando tutto è cominciato. Attraverso le vicende di personaggi per cui l’esistenza sembra segnata sin dagli albori da un destino ineluttabile, come in una tragedia greca”.
Per prepararsi, D’Amore si è ispirato a C’era una volta in America di Sergio Leone, il film epico su due amici d’infanzia del Lower East Side di New York che diventano potenti gangster. E si vede: il tono del prequel sarà diverso dall’originale, meno iperrealistico e più cinematografico.

Il team dei sogni: Fasoli, Ravagli e Saviano
Alla sceneggiatura ritroviamo i veterani Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, già autori storici di Gomorra, oltre che di ZeroZeroZero, Django e L’Immortale. Insieme a loro, ovviamente, c’è Roberto Saviano, il giornalista che con il suo bestseller ha dato origine all’intero universo di Gomorra.
Questa continuità creativa è fondamentale: garantisce che il prequel mantenga l’anima della serie originale pur raccontando una storia completamente nuova. Come ha sottolineato Nils Hartmann (EVP Sky Studios Italy), “Non è solo un’operazione di marketing, uno spin-off fatto perché c’è un brand che funziona. Abbiamo deciso di fare questa serie perché c’è un’altra storia legata ai personaggi di Gomorra che funziona essendo ambientata in un’altra Napoli”.
Un progetto da tre stagioni?
Secondo fonti vicine al progetto riportate da Deadline, Gomorra – Le Origini è concepita come una saga di tre stagioni. La seconda e la terza non sono ancora state ufficialmente approvate da Sky, ma l’ambizione creativa è quella: portare la storia fino agli eventi della prima stagione della serie originale, chiudendo il cerchio.
La prima stagione da sei episodi racconterà gli anni formativi di Pietro Savastano. Se il progetto avrà successo (e considerato il fenomeno Gomorra, è difficile immaginare il contrario), le stagioni successive seguiranno la sua definitiva trasformazione in Don Pietro.
Gomorra: l’eredità di un capolavoro
Vale la pena ricordare perché Gomorra è stato (ed è) così importante. Trasmessa in 190 paesi, inclusi Stati Uniti (su HBO Max, ora Max), la serie ha rivoluzionato la serialità italiana. Ha dimostrato che si poteva fare televisione di altissima qualità in dialetto napoletano stretto (sottotitolato persino per gli italiani), mescolando neorealismo, convenzioni di genere e archetipi shakespeariani.
Cinque stagioni, 58 episodi, un film (L’Immortale), e un impatto culturale che va ben oltre i numeri. Come ha dichiarato Riccardo Tozzi, Gomorra “ha rivoluzionato lo storytelling italiano attraverso un’eccezionale maestria tecnica ed è ora parte del ristretto numero di serie che stabiliscono lo standard internazionale”.

Cosa aspettarsi dal prequel
Se le dichiarazioni di chi ci sta lavorando sono attendibili, Gomorra – Le Origini non sarà semplicemente “Gomorra negli anni ’70”. Sarà una storia diversa, con un tono diverso, ambientata in una Napoli che non abbiamo mai visto: meno cupa, quasi onirica, ma comunque autentica.
Marco D’Amore ha promesso che scopriremo talenti “anche migliori di quanto eravamo noi” nella serie originale. Il giovane Luca Lubrano nei panni di Pietro Savastano è solo l’inizio: il cast completo deve ancora essere rivelato, ma le aspettative sono altissime.
Visivamente, aspettatevi qualcosa di diverso dall’estetica iperrealistica dell’originale. Più cinema, meno documentario. Più Sergio Leone, meno Ken Loach. Ma sempre con quella capacità unica di Gomorra di raccontare il male senza giustificarlo, di mostrare la violenza senza glorificarla.
Le considerazioni di tveserie.it (in attesa)
È presto per dare giudizi definitivi, ma i presupposti ci sono tutti. Il team creativo è quello giusto, l’approccio narrativo è intelligente (non ripetere ma reinventare), e la scelta di ambientare la storia negli anni ’70 permette di esplorare un’epoca fondamentale per la nascita della criminalità organizzata moderna.
Gomorra – Le Origini non è solo un prequel: è un’opportunità per capire come si forma un mostro, come la povertà e l’assenza di prospettive trasformano ragazzi normali in criminali spietati. È la tragedia greca di cui parlava D’Amore: personaggi il cui destino sembra scritto fin dall’inizio, incapaci di sfuggire alla loro sorte.
Se la serie originale ci ha mostrato l’inferno, il prequel ci mostrerà il paradiso perduto. E forse questo è ancora più doloroso.
Quando esce: Gennaio 2026 su Sky Atlantic e in streaming su NOW
Consigliato per: fan di Gomorra (ovviamente), amanti delle crime series, chiunque voglia capire le radici della criminalità organizzata napoletana, e tutti coloro che credono che le grandi storie meritino di essere raccontate da più prospettive.

Napoletana d’origine e torinese d’adozione, sono cresciuta tra un film di Hitchcock e una pizza da Sorbillo. Sono sempre alla ricerca di una nuova caffetteria o un nuovo sushi e adoro conoscere nuove persone e visitare posti nuovi, vicini e lontani.
