Contenuto dell’articolo
- 1 Sanremo: un finale da favola. Sal Da Vinci conquista l’Ariston
- 2 Il quintetto delle meraviglie: la scalata al podio
- 3 Oltre la classifica: i premi della critica e della sala stampa
- 4 Le grandi sorprese: chi ha sparigliato le carte
- 5 I grandi delusi: quando il nome non basta per vincere
- 6 Il passaggio di consegne: l’era di Stefano De Martino
- 7 Analisi e numeri: un successo certificato dal web
- 8 Cala il sipario: cosa resterà di questo Festival?
Sanremo: un finale da favola. Sal Da Vinci conquista l’Ariston
Ciao a tutti, amici di TVeSerie! La 76esima edizione di Sanremo si è chiusa ieri sera con un verdetto che, già oggi, sta suscitando molte critiche sui social. A trionfare, la tradizione e il sentimento. Sal Da Vinci, con il brano Per sempre sì, ha messo d’accordo pubblico e critica con una canzone sull’amore eterno. Lui, che a 56 anni è un nonno orgoglioso di tre nipotini e ha un rapporto stabile da 30 anni, è l’esempio perfetto di ciò che racconta il suo brano.
La vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo non è solo un riconoscimento alla carriera, ma il segnale che, nonostante il cinismo dei social, crediamo ancora tutti nella favola dell’amore per sempre, addirittura suggellato con il famoso anello nuziale. In un mondo che corre veloce, pieno di coppie scoppiate, la sua canzone ci ha ricordato che esistono legami capaci di sfidare il tempo, portando sul gradino più alto del podio un sentimento autentico e senza scadenza.

Il quintetto delle meraviglie: la scalata al podio
La finalissima di Sanremo ci ha regalato un quintetto di altissimo livello, con una classifica che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Dietro al trionfatore Sal Da Vinci, si è piazzato al secondo posto Sayf con Tu mi piaci tanto, vera rivelazione di questa edizione che ha portato una ventata di freschezza. Il terzo gradino del podio è andato a Ditonellapiaga, che con la sua Che fastidio! ha convinto per originalità e grinta. Appena fuori dal podio troviamo Arisa, quarta con la sua Magica favola, mentre a chiudere la prestigiosa Top 5 è stata la coppia formata da Fedez e Masini con il brano Male necessario.
Oltre la classifica: i premi della critica e della sala stampa
Non si vive di solo podio, e la serata di ieri lo ha dimostrato chiaramente assegnando i prestigiosi riconoscimenti di qualità. Il Premio della Critica “Mia Martini” è andato a Fulminacci, premiando la scrittura intelligente di Stupida sfortuna, mentre Serena Brancale ha portato a casa il Premio “Lucio Dalla”, assegnato dalla Sala Stampa, per la sua Qui con me. La Brancale si è aggiudicata anche il premio TIM. Molto apprezzati anche il riconoscimento per il Miglior Testo, andato a Fedez e Masini, e quello per la Miglior Composizione Musicale, assegnato a Ditonellapiaga. Come riportato da Sky TG24, questi premi confermano quanto il valore tecnico dei brani sia stato elevatissimo in questa edizione.

Le grandi sorprese: chi ha sparigliato le carte
In ogni edizione di Sanremo che si rispetti le sorprese non mancano mai, e quest’anno i nomi che hanno sparigliato le carte sono stati sicuramente Sayf e Ditonellapiaga, capaci di scalzare i veterani. Ma, guardando poco sotto il podio, spicca l’ottimo sesto posto di Nayt con Prima che, e il settimo di Fulminacci con Stupida sfortuna. Anche Ermal Meta, ottavo con Stella stellina, e Serena Brancale, nona con Qui con me, hanno dimostrato che la qualità musicale è stata la vera protagonista, riuscendo a entrare in una Top 10 difficilissima e molto affollata di talenti diversi e a vincere premi importanti.
I grandi delusi: quando il nome non basta per vincere
Non sono mancate le note dolenti per alcuni dei nomi più attesi della vigilia che sono scivolati nella parte bassa della classifica. Fa strano vedere colossi come Francesco Renga al 23° posto con Il meglio di me o l’intramontabile Patty Pravo in 24ª posizione con Opera. Anche J-Ax, nonostante l’energia della sua Italia Starter Pack, si è fermato al 15° posto, preceduto da Levante e dalle Bambole di Pezza. Persino icone come Raf o Malika Ayane non sono riuscite a superare la metà della classifica, dimostrando che a Sanremo il passato conta poco se il brano non intercetta immediatamente il gusto del televoto.
Anche altri concorrenti dai cognomi illustri (quelli autentici) sono rimasti all’asciutto, posizionandosi nella zona più bassa della classifica. Ci riferiamo a Tredici Pietro, che ha cantato la serata delle cover con suo padre, Gianni Morandi (16°), Elettra Lamborghini (26a) e Leo Gassman (28°).
Il passaggio di consegne: l’era di Stefano De Martino
Uno dei momenti più significativi della serata è stato il passaggio simbolico di testimone sul palco dell’Ariston. Carlo Conti, dopo aver guidato con la solita classe questa edizione dei record, ha ufficialmente accolto Stefano De Martino. Sarà proprio lui, infatti, a prendere le redini di Sanremo per la prossima stagione. Un cambio della guardia che segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Rai, puntando su un volto giovane, dinamico e ormai amatissimo dal grande pubblico. De Martino è apparso visibilmente emozionato, ma pronto a raccogliere un’eredità pesante con la sua solita ironia e quella spontaneità che lo contraddistingue.

Analisi e numeri: un successo certificato dal web
Se guardiamo ai dati ufficiali, questa edizione di Sanremo ha confermato un trend di ascolti incredibile. Come riportato sul sito ufficiale della Rai, lo share della serata finale (68,8%) ha superato ogni aspettativa, confermando il Festival come l’evento mediatico centrale dell’anno in Italia. Anche le piattaforme di streaming riflettono questo successo, con le canzoni in gara che già dominano le playlist più ascoltate. Per un’analisi tecnica ancora più approfondita sulle vendite e sull’impatto discografico dei 30 Big, potete consultare le classifiche aggiornate in tempo reale sul sito della FIMI.
Cala il sipario: cosa resterà di questo Festival?
Mentre l’Ariston si svuota e le luci si spengono, noi di TVeSerie iniziamo già a chiederci cosa ricorderemo di questo Sanremo 2026. Sicuramente la vittoria di Sal Da Vinci e la sua felicità rimarranno il simbolo di una serata in cui la melodia italiana ha ripreso il suo spazio, facendoci credere ancora nell’amore che dura “per sempre”. Ora non resta che aspettare l’annuncio delle date del prossimo anno e vedere come Stefano De Martino personalizzerà la kermesse. Ha tutte le carte in regola per fare un ottimo lavoro. E voi? Siete soddisfatti della vittoria di Sal o avreste voluto vedere Sayf o Ditonellapiaga trionfare? Fatecelo sapere nei commenti!

Scrivo perché la parola è una magia che si ripete all’infinito
